Eventi in programma
Danza Bollywood con Valentina Manduchi
Sun, Feb 09
Palestra One Way Gym - Largo Dei Colli A
Feb 09, 10:00 AM – Apr 19, 1:00 PM
Palestra One Way Gym - Largo Dei Colli A, Via Ariccia, 19, 00179 Roma RM, Italia
Verso...⭐DANZA EXPERIENCE⭐ 🎬 Cinecittà World 🎬 21 Giugno 2020 - TEATRO 1 In attesa dello stupefacente evento dedicato alla Danza presso la prestigiosa location di Cinecittà World, vi proponiamo dei programmi di preparazione al BOLLYWOOD.
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Danza Bellydance con Maryem Bent Anis
Sun, Feb 09
Palestra One Way Gym - Largo Dei Colli A
Feb 09, 2:00 PM – Apr 26, 5:00 PM
Palestra One Way Gym - Largo Dei Colli A, Via Ariccia, 19, 00179 Roma RM, Italia
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Midas Oriental Dance Congress 2020
Fri, May 01
Hotel Casale
May 01, 2:00 PM – May 03, 2:00 PM
Hotel Casale, via Casale Superiore, 146, 63079 Colli del Tronto AP, Italia
La grandiosa novità di quest'anno per il Midas Oriental Dance Congress sarà la presenza della Maestra di fama internazionale JILLINA CARLANO direttamente dagli USA, che sarà la madrina del Congresso.
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Talysma Festival
Fri, Sep 18
Grand Hotel Dei Cesari
Sep 18, 2:00 PM – Sep 20, 11:00 PM
Grand Hotel Dei Cesari, Via Mantova, 3, 00042 Anzio RM, Italia
Maryem Superstar della prima edizione del Festival Talysma ad Anzio!
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Oltre l'Ombelico, Danza del ventre e Ipnosi, la Donna che Vorresti Essere


Tratto dagli interventi e le collaborazioni al libro di Flavia De Marco "La più antica delle danze e il suo potere curativo" Ed. Lampi di Stampa

OLTRE L'OMBELICO, DANZA DEL VENTRE E IPNOSI , LA DONNA CHE VORRESTI ESSERE di Antonella De Marco - Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Ipnosi.

Quale rapporto vi può essere tra due ambiti, apparentemente lontani, come la danza del ventre e l'ipnosi? Innanzitutto entrambi, in modo diverso, toccano la nostra unità mente/corpo e costituiscono una via d'accesso alla vita emotiva ed intima. Questa è stata la premessa da cui ha preso avvio il lavoro da me condotto qualche anno fa con un gruppo di allieve e con la loro insegnante, Nurya (per maggiori dettagli si rimanda al libro "La più antica delle danze e il suo potere curativo" pp.55-58). La danza del ventre è un vero e proprio linguaggio simbolico della forza vitale e sensuale della donna: insegna a mettere da parte le inibizioni e ad accettare il proprio corpo, riscoprendo il piacere di esprimersi con maggiore libertà. L'ipnosi (impiegata in senso terapeutico) favorisce un più autentico contatto con se stessi, stimola l'emergere delle risorse interiori e spinge a realizzare le proprie scelte, a trovare un equilibrio, in armonia con le necessità ed i bisogni personali. Applicato all'ambito della danza del ventre, il lavoro ipnotico può servire a rafforzare le aspettative e le capacità di ogni danzatrice e, indirettamente, potenziare ed ampliare il modo di vivere la propria femminilità. Con l'ipnosi, infatti, si possono sperimentare "virtualmente" situazioni simili a quelle che si vorrebbero avere nella propria realtà quotidiana e, così facendo, si consolida la consapevolezza di possedere e poter usare le energie necessarie per agire nel modo desiderato. Recenti scoperte scientifiche hanno evidenziato che ciò che viene intensamente immaginato può essere vissuto come reale ed è ipotizzabile che questo conduca gradualmente a modificazioni stabili della propria "realtà" interna sino ad influire sul comportamento e sugli eventi esteriori. Se da una parte la danza del ventre permette di esplorare ed espandere la propria femminilità rendendo le donne più sciolte e disinibite, dall'altra l'ipnosi, opportunamente indirizzata, rafforza la fiducia in sé e favorisce l'espressione di quegli aspetti della propria natura generalmente soffocati nella vita quotidiana. Allora la danza del ventre può diventare una sorta di "medicina" del corpo e della mente, un mezzo di auto-espressione che permette di dar voce, in forma costruttiva, alla donna che ciascuna di noi vorrebbe essere ma che non ha mai osato esprimere.

DANZA E ISLAM di Massimo Jevolella laureato in filosofia e' giornalista e apprezzato scrittore; esperto di Islàm, lingua e cultura araba.

Come giustamente Flavia De Marco Nurya fa notare la danza del ventre ha origini storiche che si perdono nel tempo ed è altrettanto vero che la forma attuale di quest'arte misteriosa e sensuale fa parte a pieno titolo delle tradizioni popolari dell'Islàm. Oggi molti tendono a esemplificare l'idea di un Islàm nella visione di un mondo cupo e bigotto, moralista fino all'estremo e nemico non solo della libertà delle donne, ma anche di tutte le forme di espressione "profane" – come le arti figurative, la poesia, il canto e la danza – e della gioia di vivere generale. Nulla è in realtà più falso e antistorico di questa visione fanatica e deprimente della civiltà islamica. Nell'Arabia preislamica il canto, la danza e la poesia ebbero enorme diffusione e profonda importanza culturale. Il profeta Maometto nacque, si formò e visse l'intera sua vita in un ambiente cittadino vivamente influenzato da queste arti, e nello stesso ritmo dei versetti coranici è facile cogliere la musicalità "incantatoria" dell'antica poesia araba preislamica. Le tradizioni lo descrivono come un uomo di temperamento appassionato ma allegro, gioviale, incline al riso e allo scherzo e nemico di ogni forma di eccesso e di estremismo. Una volta affermò: «Tre sono le cose che amo al di sopra di tutto: le donne, i profumi e la preghiera». Un versetto del Corano dice: «Che cos'è questa vita mortale se non scherzo e gioco?». E un altro: «Combattete sul sentiero di Allah coloro che vi combattono, ma non eccedete, perché Allah non ama gli eccessivi».Nell'epoca d'oro della grande civiltà islamica – cioé tra il VII e l'XI secolo dell'era cristiana – i popoli musulmani proposero al mondo un modello di società aperta e tollerante, in cui i fedeli delle tre religioni monoteiste convivevano pacificamente e cooperavano allo sviluppo della cultura e del progresso civile. Dalla Spagna islamica (al-Andalus) si diffusero in Europa gli elementi di base della civiltà moderna, e con essi anche la musica e la danza. La letteratura araba medievale, del resto, trasmette l'immagine di un mondo progredito, raffinato e perfino gaudente: il mondo delle "Mille e una notte", della Baghdàd del califfo Harùn ar-Rashìd, dove la vita era addolcita dai piaceri del hammàm (il bagno pubblico), della poesia, del canto, della danza e di una cucina ricca e golosa. Sempre nel rispetto del Corano che dice infatti: «Noi apparteniamo ad Allah, e a Lui ritorneremo». C'è dunque un profondo senso spirituale nelle gioie della vita che il buon musulmano dovrebbe accettare sempre come un dono di Dio. Lo stesso senso spirituale che in realtà aleggia e si nasconde tra i veli che le danzatrici del ventre fanno così sensualmente ondeggiare.

DANZA DEL VENTRE COME LINGUAGGIO DEL NOSTRO INCONSCIO COLLETTIVO di Francesca Sgroi, psicologa esperta in disagi dell' infanzia e dell'adolescenza.

Serpente…cammello…simbolo dell'infinito..una dopo l'altra le figure di questa danza si concatenano in una coreografia che è…linguaggio. E se guardiamo oltre la spettacolarità esso ci traspone nell'antico mondo delle prime danzatrice arabe, gli harem, le dune del deserto, i veli che avvolgevano i visi malinconici delle giovani donne…sguardo perso verso il tramonto, lontano. E poi la musica e la danza. Movimenti del corpo che parlano. Più eloquenti delle parole, più potenti e duraturi. E raccontano le gioie dell' amore, il parto. E ancor di più… come curare il corpo e l'anima. Simboli di un linguaggio universale nato nel bacino mediterraneo millenni or sono e che si è propagato a cascata nei vari paesi e nelle varie epoche e che ancora oggi rievoca gli insegnamenti di allora. In assenza di fonti scritte che risalgano così lontano nel tempo, possiamo immaginare che le donne, danzando, scoprissero l'utilità curativa di alcuni movimenti e, strutturando le loro danze sacre conservassero questi movimenti, e li diffondessero fra le altre donne che li trasmettevano di madre in figlia. Le donne antiche sapevano per istinto che stimolando col movimento danzato le varie parti del corpo si favoriscono la salute fisica e psichica così come la sessualità e la fertilità. Inoltre, sempre attraverso la danza, possiamo…ricordare…recuperare quel sapere atavico perché quando danziamo tendiamo a perdere confini i del presente e della realtà attuale. Mettiamo in contatto il nostro IO con l'inconscio collettivo cioè quella memoria dell'umanità ipotizzata da Carl Gustav Jung e presente in tutti noi ove risiede la conoscenza che ci è stata trasmessa dai nostri antenati. In un articolo del 1916 ancora Jung suggeriva che il movimento espressivo, come la danza, fosse un ponte tra corpo e psiche che consente alla memoria collettiva e alle emozioni di riaffiorare dal profondo là …dove le abbiamo seppellite. Dunque: grazie all'inconscio collettivo che ci parla attraverso i simboli la danza del ventre rappresenta un manuale medico ricevuto in eredità dalle nostre antenate mediorientali. Un'altra magia che ogni volta si realizza tra le danzatrici è il momento di condivisione e solidarietà che si crea nel gruppo, una sorta di sorellanza, oggi come nell'antichità. Una qualità che ha reso la danza del ventre parte integrante della cultura e del variegato mondo arabo. Una lingua comune e unificante che cancella le diversità e può farci oltrepassare i confini, soprattutto mentali, per l'accettazione e il rispetto di quello che consideriamo diverso da noi…

#Benessere

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