di Aziza/Simonetta

<<... la mia ambizione è fare della Danza Orientale un linguaggio universale>>
Conosciamo insieme Kamellia, prestigiosa interprete koreana della danza orientale
, che unisce ad un'intepretazione mistica della danza, la spiritualita' piu' profonda dell'Estremo Oriente.
Aziza, insegnante e danzatrice di Roma, ha intervistato  Kamellia per noi e organizzato il suo prossimo stage a Roma, per il 22/23 febbraio 2003.

Aziza: Kamellia, come sei entrata in contatto con la Danza Orientale?
Kamellia: ero negli Stati Uniti e nel corso di una festa araba udii per la prima volta la voce di Oum Kaltsoum… rimasi affascinata… Cosi come mi colpirono i gesti sensuali di una danzatrice, che mi rivelarono i misteri della Danza Orientale. Rimasi catturata.
Aziza: e cosى hai deciso di studiare la Danza Orientale. Dove hai iniziato?
Kamellia: Nell’America del Nord ho appreso diversi stili e sono diventata professionista Ho insegnato all’università Simon e Fraser ed alla British Columbia in Canada, dando seminari sulla Costa Est degli Stati Uniti ed ho animato un programma televisivo in Canada intitolato “Shape up with Belly Dance”.
Aziza: conoscendo il tuo stile, sembra che tu abbia subito in particolare l’influenza delle grandi star della danza egiziana.
Kamellia: si, infatti per approfondire la conoscenza delle origini della Danza Orientale sono andata a studiare in Egitto, dove essa è ancora praticata nello stile più puro.
Aziza: so che hai avuto modo di conoscere Nagua Fouad ed altre grandi danzatrici come Samia Gamal e Tahiya Karioka.
Kamellia: si, e sono molto lusingata dell’apprezzamento che esse hanno dimostrato nei miei confronti. Pensa che Nagua Fouad mi ha addirittura ceduto il suo posto all’Holiday Inn al Cairo, nel 1979.
Aziza: sono sicuramente riconoscimenti importanti. E cosى la tua professione di danzatrice orientale è andata consolidandosi. Puoi dirmi quali sono state le tue esperienze più significative?
Kamellia: dopo l’Egitto ho ripreso a fare tournee in tutto il mondo. Ho danzato per il re Hassan II del Marocco, nel suo palazzo reale, per la famiglia del presidente tunisino Bourguiba, per la famiglia reale dell’Arabia Saudita, all’Olympia di Parigi nel 1985, alle cerimonie per la Festa del 7 novembre in Tunisia e all’Istituto del Mondo Arabo a Parigi nel 1987.
Aziza: e attualmente dove vivi ed insegni?
Kamellia: a Parigi, in due centri ed ho classi a cui partecipano allieve di diversa età. Insieme a loro organizzo spettacoli coreografici, con l’intento di favorire l’espressione di ognuna, a seconda del livello di apprendimento e della propria personalità.
Aziza: come definiresti il tuo stile?
Kamellia: una combinazione di tecniche di danza in senso stretto, di allenamento fisico, di un linguaggio espressivo esteso, di un controllo corporeo dalla testa ai piedi e di una conoscenza profonda della musica araba e della creatività. Attraverso la Danza Orientale intendo rappresentare tutta la gamma della vita affettiva e dei rapporti umani, offrire l’espressione completa dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni come la finezza, la gioia la collera, l’angoscia… la mia ambizione è fare della Danza Orientale un linguaggio universale. Nella danza unisco gli elementi più mistici come la trance e le danze rotanti, con influenze dell’Estremo Oriente.
Aziza: nelle tue coreografie si colgono aspetti quali leggerezza, varietà ed equilibrio tra i movimenti.
Kamellia: per me la Danza Orientale è soprattutto un’arte che esalta la gioia e il buonumore. Da mia madre, che era una danzatrice, ho appreso a danzare come un uccello.
Aziza: trovo che tu sia un’artista poliedrica. Oltre a danzare, canti e suoni diversi strumenti musicali arabi. Che legame hanno queste tue capacità con la danza?
Kamellia: trovo che praticare la musica aiuti la danzatrice ad affinare la propria espressività, rispondendo ad ogni sfumatura, ad ogni variazione della musica con sottili vibrazioni del corpo. Danzare è per me accordare il corpo con la musica. La danzatrice si fonde con la musica, creando con essa un’unità corporea ed affettiva. Il suono e la danza devono respirare, muoversi, sospirare  sullo stesso ritmo. La danzatrice deve solo abbandonarsi in armonia con la musica. Lo spettacolo di Danza Orientale è un invito allo spettatore a partecipare a tale sensualità spirituale, una delizia per lo spirito.